Popolazioni

Introduzione


Avendo avuto un passato così interessante e avendo fatto parte, centinaia di anni fa, della via delle spezie internazionale, la Malesia ha finito col diventare un mosaico di culture diverse. Tutto, dalla gente all'architettura, riflette la presenza di un patrimonio variegato e di un'amalgama di culture. Per comprendere la cultura della Malesia, bisogna prima imparare a conoscere la sua gente.

Scoprire Una Terra Dalla Diversità Intrigante


Malesi, cinesi, indiani e molti altri gruppi etnici convivono in Malesia da generazioni. Tutte queste culture si sono influenzate a vicenda, creando una vera e propria cultura malese.

I gruppi etnici più numerosi sono quello malese, quello cinese e quello indiano. A Sabah ed a Sarawak esiste una miriade di gruppi etnici indigeni, ciascuno con il proprio patrimonio culturale.

I Malesi

Oggi i malesi, principale gruppo etnico del Paese, rappresentano da soli oltre il 50% della popolazione. In Malesia il termine malese si riferisce a chi pratica l'islamismo e segue le tradizioni malesi, parla la lingua malese e discende da antenati malesi. La conversione all'Islam dall'induismo e dal buddismo theravada iniziò nel quindicesimo secolo, influenzata in gran parte dalla decisione della corte reale di Malacca. I malesi sono noti per il loro manierismo delicato ed il ricchissimo patrimonio artistico.

I Cinesi

I cinesi malesi rappresentano il secondo gruppo etnico per numero e rappresentano il 25% della popolazione. Si tratta nella maggior parte dei casi dei discendenti degli emigranti cinesi che si trasferirono qui durante il diciannovesimo secolo. Sono noti per la loro diligenza e l'acuto senso degli affari. I tre sottogruppi che parlano diversi dialetti dell'idioma cinese sono gli Hokkien, che vivono principalmente sull'isola di Penang, a nord, i Cantonesi che abitano in prevalenza nella capitale Kuala Lumpur, e il gruppo che parla mandarino, che vive prevalentemente nello stato meridionale di Johor.

Gli Indiani

Gli indiani rappresentano il più piccolo dei tre gruppi etnici principali e costituiscono approssimativamente il 10% della popolazione. Per la maggior parte si tratta dei discendenti degli emigranti provenienti dall'India meridionale, di lingua tamil, stabilitisi nel Paese durante il dominio coloniale britannico. Attirati dalla prospettiva di uscire dal sistema delle caste della società indiana, essi si trasferirono in Malesia per costruirsi una vita migliore. Si trattava prevalentemente di indù, che portarono con loro anche una cultura a tinte vivaci, testimoniata dalle decorazioni dei templi, dalla cucina ricca di spezie e dai bellissimi sari.

Gruppi Etnici Indigeni


Orang Asli

Orang Asli è un termine generico usato per indicare qualsiasi gruppo indigeno della Malesia peninsulare. Si tratta di tre gruppi tribali principali: negritos, senoi e proto-malesi I negritos vivono di solito al nord, i Senoi nel centro, ed i proto-malesi a sud. Ciascun gruppo o sottogruppo ha lingua e cultura proprie. Alcuni sono pescatori, altri agricoltori, altri ancora conducono una vita semi-nomade.

Sabah


I più ampi gruppi indigeni che compongono la popolazione di Sabah sono i Kadazan Dusun, i Bajau ed i Murut.

Kadazan Dusun

Il gruppo etnico più numeroso di Sabah, i Kadazan Dusun rappresentano approssimativamente il 30% della popolazione dello stato. In effetti si tratta di due tribù diverse: i Kadazan ed i Dusun, considerati un solo gruppo dal momento che condividono lingua e cultura. Tuttavia, i Kadazan abitano prevalentemente in prossimità dei delta, lungo le valli fluviali, che sono adatte alla coltivazione del riso nelle risaie, mentre i Dusun vivevano tradizionalmente nelle aree collinose e montagnose della parte interna di Sabah.

Bajau

Il secondo gruppo etnico di Sabah per numerosità, i Bajau rappresentano approssimativamente il 15% della popolazione dello stato. Storicamente una popolazione nomade di pescatori, i Bajau adoravano l'Omboh Dilaut o Dio del Mare e spesso sono soprannominati gli "Zingari del Mare"- Coloro che decisero di abbandonare le tradizioni che li volevano pescatori, divennero agricoltori e allevatori. Questi Bajau di terra sono soprannominati i "Cowboy d'Oriente" in omaggio alle loro impressionanti capacità equestri che mettono in mostra di fronte al pubblico nel festival annuale Tamu Besar a Kota Belud.

Murut

Il terzo gruppo etnico di Sabah per numerosità, i murut rappresentano approssimativamente il 3% della popolazione dello stato. Abitanti, per tradizione, delle aree interne settentrionali del Borneo, furono l'ultimo gruppo etnico di Sabah a smettere di praticare l'attività di cacciatori di teste. Al giorno d'oggi sono per la maggior parte coltivatori itineranti di risaie di collina e tapioca, ed integrano la propria dieta cacciano e pescando con la cerbottana. Come per la maggior parte delle tribù indigene del Sabah, anche l'abbigliamento tradizionale dei Murut prevede le tipiche decorazioni a perline.

Sarawak


Denominati nel loro complesso Dayak, gli Iban, i Bidayuh e gli Orang Ulu sono i principali gruppi etnici dello stato del Sarawak. Il termine Dayak, che significa "dell'entroterra", viene utilizzato dalle popolazioni islamiche della costa come termine generale per designare oltre 200 gruppi tribali, i quali vivono, in genere, in grandi abitazioni tradizionali plurifamiliari chiamate "longhouse" (letteralmente "casa lunga") in grado di ospitare da 20 a 100 famiglie.

Gli Iban

Gli Iban sono il gruppo etnico più numeroso del Sarawak di cui rappresentano il 30% della popolazione. Chiamati a volte erroneamente "Dayak del mare" per le loro abilità nautiche, sono in realtà una tribù che vive nell'interno originaria della parte centrale del Kalimantan. In passato erano dei terribili guerrieri, nonché famosi tagliatori di teste e pirati. Secondo tradizione, adorano una triade di dei dominata da Singalang Burung, il dio uccello della guerra e, sebbene la maggior parte degli Iban si sia ormai convertita al Cristianesimo, molte pratiche tradizionali sono in uso ancora oggi.

I Bidayuh

Pacifici e accomodanti, i Bidayuh del Sarawak sono una popolazione gentile, famosa per la sua ospitalità e per il "tuak", il vino di riso. Risiedono nelle regioni montuose del Sarawak e si dedicano prevalentemente all'agricoltura e alla caccia. Quando in passato erano ancora tagliatori di teste, conservavano i loro trofei in una casa rotonda alta circa 1,5 metri denominata "baruk". In origine animisti, la maggior parte di loro si è oggi convertita al Cristianesimo.

Gli Orang Ulu

Chiamati anche "tribù dei fiumi del Sarawak", gli Orang Ulu rappresentano circa il 5,5% della popolazione del Sarawak e comprendono oltre 100.000 tribù diverse. Sono probabilmente la popolazione più dedita all’arte del Borneo, con le loro enormi "longhouse" sono finemente decorate con pitture murali e intagli in legno di eccellente qualità; i loro utensili sono ornati da complessi giochi di perline e le donne aristocratiche hanno il corpo coperto da tatuaggi estremamente dettagliati e precisi.